Da oggi la visita alla città barocca di Noto si arricchisce con i laboratori didattici ed esperienze in loco legati alla specifica identità culturale ed ambientale del territorio Ibleo.

L’Ass. Culturale “Escursioni Iblee”, forte di una conoscenza approfondita del territorio di Noto, propone di arricchire le visite ai Mosaici della Villa Romana del Tellaro, ai siti archeologici di Castelluccio, Eloro, Noto Antica e alla Riserva Naturale di Vendicari, con attività laboratoriali presso il Centro di Archeologia Sperimentale. I laboratori didattici sono diretti dall’archeologa dott.ssa Laura Falesi, collaboratrice della Soprintendenza BB.CC.AA. di Siracusa, esperta di didattica dell’antico e di archeologia sperimentale, coordinata da operatori qualificati. Si tratta di una valida esperienza sul campo per studenti di ogni ordine e grado, di supporto al programma scolastico di storia, potendo scegliere tra varie opzioni relative all’età preistorica, greca, romana, medievale.
Inoltre, nella Fattoria Didattica l’associazione propone laboratori etno-antropologici, legati alle tradizioni del Grano e del Vino, e all’uso quotidiano delle erbe officinali, con finalità didattiche in cui viene privilegiato l’aspetto della manualità e della partecipazione attiva.

scavo DSCF4380 teatro

I Mosaici romani del Tellaro sono un vivace ricordo della Sicilia romana a cui associare l’esperienza della Degustazione Piatti dell’antica Roma un’accurata selezione condotta dal Centro di Archeologia Sperimentale tra i ricettari romani con la produzione propria di erbe aromatiche e grani antichi .Con il “De re coquinarie” di Marco Gavio Apicio si accede al mondo delle ricette legate al periodo in cui si colloca la Villa ed i suoi mosaici , l’operazione complicata è stata reperire ciò con cui si condivano i piatti e si realizzavano determinate pietanze. Così abbiamo deciso di coltivarle da noi”. L’orto oggi è ricchissimo di erbe diverse, soltanto avvicinandosi si viene avvolti da profumi noti ed altri meno. “Anche per il grano siamo partiti da zero; all’inizio lo portavamo in un mulino di Rosolini; ora, invece, oltre coltivarlo lo maciniamo da noi. Ecco perchè possiamo proporre dall’acqua allo zenzero al vino al pepe nero e miele, dalle polpette di orzo alla patina o al libum di Catone, dalla bruschetta Epityrum a quella Moretum, per finire alla cassata di Oplontis”.




Share Button