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Lungo la parte sud
orientale della Sicilia è possibile rilevare un complesso di zone umide
comprendenti pantani, Longarini, Cuba, Morghella e Vendicari,
quest’ultimo è una stretta fascia costiera acquitrinosa che si estende
per 574 ettari.
La mancata
lungimiranza dei proprietari terrieri, ha comportato nel corso degli
anni una serie di opere di bonifica che hanno determinato una drastica
riduzione di queste aree, ne sono rimasti indenni i pantani di Vendicari
che hanno subito senza dubbio le minori ingerenze da parte dell’uomo.
E’ infatti, nel
lontano 1984 che viene istituita la Riserva Naturale di Vendicari,
ponendo tale zona definitivamente al riparo da interventi di bonifica e
consentire il suo inserimento fra gli ambienti umidi più importanti
dell’Italia.
Ma il percorso
seguito non è stato privo di ostacoli, dato che Vendicari ha potuto
ottenere tale riconoscimento solo dopo un decennio.Si deve infatti, nel
lontano 1974, alla Sovrintendenza di Catania, il primo intervento mirato
a tutelare il territorio di Vendicari, tramite l’apposizione del vincolo
paesaggistico.
Nel corso degli anni
‘80, cambia il modo di concepire l’ambiente, non più elemento da
sfruttare ma da tutelare, determinando una maggiore presa di coscienza
che sfocia in una serie di azioni a tutela dell’ambiente.
Infatti, nel 1980 la
Regione Siciliana con un apposito intervento legislativo, autorizza
l’Azienda Foreste Demaniali, ad espropriare tutte quelle aree presenti
sull’isola che rivestivano un’ importanza ed un interesse naturale e
paesaggistico.A seguito dei vari
espropri, conseguirono una serie di contenziosi giudiziari, che solo nel
1989 con sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa ha
riconosciuto Vendicari quale bene demaniale, dando vita così ad un
programma di tutela e gestione dell’area interessata.Oggi Vendicari, è
senza dubbio fauna, dove centinaia di uccelli la scelgono ogni anno
come luogo di sosta lungo i viaggi migratori verso le zone di
riproduzione e anche una zona in cui è possibile ammirare una ricca
vegetazione.Vendicari, è ricca
di acque ad alto tenore di salinità, pertanto nel suo ecosistema possono
vivere piante ed animali in grado di adattarsi a questo parametro.
Altro elemento che
contraddistingue la flora di Vendicari è determinato dall’ambiente
roccioso e sabbioso in cui si insediano piante amanti della sabbia.I pantani di
Vendicari sono giustamente famosi come luogo di sosta per gli uccelli
acquatici migratori. Si calcola che siano
oltre 200 le specie di uccelli finora osservati nella riserva.Nel corso dell’anno
si alternano varie specie, in particolare nel periodo autunnale sono
sempre presenti gruppi di grigi Aironi cenerini, Spatole, Garzette e
Fenicotteri.Il periodo invernale
vede tra gli ospiti della riserva Anatre, Gabbiani e Cormorani, mentre
nel corso della migrazione primaverile è possibile assistere a
spettacoli eccezionali, dal momento che la riserva si presta ad aria di
sosta nella risalita dall’Africa verso l’Europa di numerose specie
volatili.Nel periodo estivo
troviamo numerosi Gabbiani.La riserva, inoltre,
ospita pesci, anfibi, rettili e mammiferi.Fra i rettili il
Biacco, un serpente di medie dimensioni ed il Colubro leopardino.Tra i mammiferi, il
coniglio selvatico e la volpe.
Ma a Vendicari è
possibile riscoprire le origini dell’uomo, tramite resti di varie epoche
storiche che hanno lasciato in questi luoghi tracce eterne del loro
passato.Vendicari, infatti,
è stata abitata sin dai tempi più remoti.Questa zona era
luogo di pesca e di lavorazione del pescato.
A pochi metri dalla
torre Sveva è si trovano i resti di un antico stabilimento per la
lavorazione del pesce risalente al periodo Ellenistico, di cui è ancora
possibile vedere delle vasche scavate negli scogli in cui si effettuava
la lavorazione del pescato, si effettuava l’estrazione del sale, ed a
testimonianza dell’importante funzione che Vendicari ricopriva nel
passato sono presenti nella zona i resti della via Elorina, che
permetteva il collegamento tra il porto di Vendicari con l’antica Netum.
Dell’era Bizantina
sono le maggiori testimonianze, con la presenza di catacombe, sepolcri e
quattro chiese di cui l’unica giunta fino ad oggi è la Trigona, in
questo complesso si insediava un agglomerato abitativo la cui area nota
come Cittadella non ha permesso per mancanza di reperti archeologici un
esatta identificazione dei luoghi da parte degli studiosi.

Con il passare dei
secoli ed il susseguirsi di dominazioni presenti in Sicilia, Vendicari
non perdette la sua originaria vocazione di luogo di pesca e laboratorio
del pescato, anche se il cambiare dei tempi e le continue lotte per la
dominazione fecero di Vendicari un avamposto di avvistamento contro
possibili incursioni di popolazioni nemiche.
Si deve a Pietro
D’Aragona la costruzione della Torre, che fra le varie sparse in Sicilia
faceva di quella di Vendicari la più attrezzate come forza di fuoco.
Infine è presente la
tonnara che dal ‘700 e sino al 1943 ha svolto la propria attività di
pesca. |